Matteo Stracuzzi, due volte campione d’Italia con la Reghion: “Questa squadra è patrimonio della città.
“L’amicizia è la base di tutto”
Dopo il secondo scudetto consecutivo, Matteo Stracuzzi, anima e mente della Reghion Basket Popolare, ha raccontato emozioni, retroscena e prospettive di una squadra che è ormai diventata un fenomeno sportivo e sociale. Lo ha fatto in una lunga intervista tra ricordi, aneddoti e riflessioni sul futuro.
“Devo dire che fino a metà luglio, fino alle finali di Asti, ci siamo visti praticamente tutti i giorni tra allenamenti, programmazione della trasferta. Poi non vederci per tutto questo tempo fa un certo effetto, e la voglia di rivedersi torna sempre. L’amicizia è la base fondante di questo gruppo, è un’amicizia vera che sono contento di aver sviluppato con queste persone e che sicuramente andrà anche oltre la pallacanestro.”
Alla domanda se si possa creare una dinastia alla Chicago Bulls di Phil Jackson, Stracuzzi non si nasconde: “Sarebbe molto bello continuare, come penso che si farà. Ma il tempo passa per tutti e ci rivedremo in campo per prendere atto del tempo che è passato e continuare. Questa squadra è patrimonio della città, ha rappresentato e sta rappresentando Reggio Calabria in tutta Italia.”
“Non è scontato che un giocatore del CSI venga riconosciuto in giro per l’Italia. Ci è successo pure all’aeroporto, gente che grazie alle dirette di Rac ha visto le nostre partite. Ti riempie d’orgoglio e ti fa apprezzare questo sport. Gli organizzatori del CSI ci aspettano per salutarci e riabbracciarci. È veramente una cosa orgogliosa.”
“Quando viaggi, soprattutto a questo basket amatoriale, ti rendi conto delle strutture pazzesche che abbiamo a Reggio Calabria. Nell’arco di pochi chilometri abbiamo il PalaPentimele, il Benvenuti ed il Pianeta Viola e Modena. Il Boccioni non viene utilizzato per le partite, ma è comunque un ottimo parquet. Stiamo parlando di strutture importanti a pochissimi chilometri di distanza.”
“ùDopo la prima partita, se ci fossero stati i bookmakers, difficilmente qualcuno avrebbe messo un dollaro sulla Reghion Basket Popolare, nonostante lo scudetto sul petto. Tutti parlavano di Busto, di Verona che aveva tre giocatori professionisti. E poi è andata com’è andata.”
“Sicuramente è stato uno scudetto diverso rispetto a quello del primo anno. Il primo anno eravamo anche meno a livello numerico, e quella vittoria è stata veramente una favola sportiva. A livello di roster probabilmente non eravamo i più forti, ma la differenza di questo gruppo la fa l’amicizia. In campo non abbiamo mai mollato.”
“Quest’anno eravamo decisamente più forti a livello di roster, è una cosa abbastanza oggettiva. Basta guardare chi stava fuori, chi non ho neanche convocato. Però c’era la difficoltà di trovarci a giocare per la prima volta tutti insieme nella sfida di esordio contro Roma Nord, che ha fatto una bellissima partita. Non perdevano da 37 partite, avevano vinto tutte le partite l’anno scorso esattamente come noi.”
“Dopo la prima sconfitta non era facile ricompattarsi. Ricordavamo con Giò Granata la cena dopo quella partita: paradossalmente tra di noi è stata la più divertente. Abbiamo mantenuto una mentalità positiva. Sapevamo che non dipendeva più solo da noi, ma abbiamo fatto il nostro e le partite dopo sono state giocate benissimo da parte di tutti.”
“Preferisco la formula del primo scudetto perché sta più nelle tue mani la qualificazione. Anche la formula di quest’anno è stata molto interessante, ha tenuto tutti sulle spine. Dopo la terza partita siamo andati a pranzo e ancora non sapevamo se due ore dopo avremmo giocato. È stato un fascino diverso. Il livello delle squadre era veramente alto ed è stato bello fare amicizia con tante altre squadre, una su tutte Busto, con cui si è creata un’amicizia sincera e ancora sui social ci scambiamo commenti.”
“Reggio è una città che ha vissuto di pallacanestro. Ora i numeri sono necessariamente in calo, non lo dico io, è così da tanti anni. Questo potrebbe essere una bella idea: mettere a disposizione dei ragazzi un sogno, un sogno che potrebbe essere vestire questa maglia per chi come me oggi si sente orgoglioso di aver vinto due scudetti, aver fatto qualcosa di veramente importante.”
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