Alessandro Giuliani:«Reggio, che emozione tornare. Voglio dare una mano a 360 gradi»
«Reggio, che emozione tornare. Voglio dare una mano a 360 gradi»
Alessandro Giuliani è il nuovo consulente della MyEnergy Reggio Calabria. L’ex dirigente, volto legato ai fasti della grande Viola, si è presentato alla stampa: «Qui per lavorare su tecnica e struttura. Ho rifiutato offerte dalla Serie A1»
Torna a casa Alessandro Giuliani. Il nuovo consulente della MyEnergy Reggio Calabria è stato presentato ufficialmente, riabbracciando quella piazza che lo aveva visto protagonista ai tempi della grande Viola. Un ritorno carico di emozione, ma anche di voglia di fare, come spiegato dallo stesso Giuliani nella conferenza stampa di presentazione.
«Uno spirito di gratitudine»
«Sono qui con lo spirito di essere venuto in una società che mi ha dato tanto in quei tre anni che sono stato qua», ha esordito Giuliani. «Lo spirito di poter venire qui e dare una mano a 360 gradi: sia la parte tecnica che la parte strutturale organizzativa. Sono qui da una settimana, mi sto guardando attorno e da qui in poi partiremo per lavorare meglio».
Un esordio in casa, quello contro la squadra avversaria, che ha lasciato un po’ di amaro in bocca: «Dispiace per l’esordio in casa, perché potevamo gestirla meglio sul +10. Alcuni fischi probabilmente devono essere rivisti dal commissario, perché sono stati fischi di poca pallacanestro, diciamo, mettiamola così».
Il ruolo: «Un manager deve capire cosa può dare»
Sul suo ruolo pratico all’interno del club, Giuliani ha le idee chiare: «Quando arriva un manager a stagione in corso, deve capire cosa può dare alla società. Io posso lavorare sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista organizzativo. Lavorerò con le persone che sono qui, che ho già conosciuto in settimana, ho visto gente che lavora, e son qui per dare un qualcosa di mio a questa società, sia nel campo che fuori dal campo».
La squadra: «Un gruppo che lavora»
Un’idea sulla squadra Giuliani se l’è già fatta, tra osservazioni dal vivo e una settimana di allenamenti: «L’avevo vista a San Benedetto e poi l’ho vista a Domegge. Ho visto una settimana di allenamenti e, anche parlando con Michele e con gli altri dello staff, mi sembra una squadra, un gruppo che lavora, dove non c’è nessuno che si lamenta del lavoro, dei minuti e del gioco».
L’abbraccio a Pasquale Favano
Il momento più toccante della conferenza stampa è stato il ricordo di Pasquale Favano, figura storica della Viola scomparsa anni fa. «Tantissimi sono gli abbracci nei confronti di Alessandro Giuliani. È chiaro che c’è un abbraccio che arriva lassù: Pasquale Favano sarebbe stata la persona più felice del mondo nel riabbracciare Alessandro Giuliani», ha detto il giornalista, citando un detto calabrese che lo stesso Favano aveva dedicato a Giuliani.
«Lo ricordiamo tutti, ma Jack è stata una persona per me importantissima», ha commentato Giuliani con emozione. «Io sono arrivato qua nel 2002, la prima persona probabilmente che ho visto è stata lui. Ho vissuto tre anni vicino a lui al centro Modena. Mi è dispiaciuto non rivederlo. Fortunatamente ho rivisto altre tante persone che erano qua più di vent’anni fa, e ne vedrò delle altre sicuramente».
«Ho rifiutato la Serie A1 per Reggio»
La scelta di tornare a Reggio Calabria, nonostante offerte importanti, è stata dettata dal cuore e dalla progettualità: «La decisione di venire qua a Reggio è legata a una città, a delle persone che sono qui, a come la società si vuole strutturare. Non è facile in Serie A1 trovare una società che ha voglia di strutturarsi, e figuriamoci in Serie B è ancora più difficile trovarla. Quando ho iniziato a parlare con la proprietà non mi è stato facile: avevo anche delle offerte da squadre di Serie A1, ma sinceramente non c’ho pensato più di tanto. Ho conosciuto i ragazzi di My Energy, mi sono piaciuti e ci ho messo poco a venire qua».
Il sogno: «Seimila persone al Pentimele»
Infine, il sogno nel cassetto per questa piazza: «Arrivare a che mi facciano fischiare il fallo su Lamma con 9.000 persone, non mi ricordo… Sarebbe bello arrivare a questo. L’anno scorso mi sembra che siano arrivati a 6.000 persone ai play-off: riuscissimo a portare una squadra a fine stagione ad avere altre 6.000 persone in questo Pentimele, penso che sia il sogno di tutti, a breve, a medio e a lungo termine».
Un pensiero anche al palazzetto e ai lavori in corso: «Bello il palazzetto, sì. Devo dire di sì, anche per i lavori che stanno facendo negli uffici, negli spogliatoi. Speriamo che migliori e che poi riescano a mantenerlo nel tempo»


