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AUGURI AL MITO:KIM HUGHES

Nel basket in nero arancio si può replicare raccontando le gesta del mito: il numero otto della Cestistica Piero Viola, uno dei giocatori più impattanti della storia nero arancio con una storia passata da urlo con tanto di trascorsi Nba ed un titolo ottenuto in compagnia di sua maestà Dottor J ed un presente ancora tutto da scrivere nella sua terra.

Kim Hughes e la sua America fatta di Via Marina, Bronzi e Castello Aragonese.

Centro bianco mancino (211 cm/ 99 kg) di tecnica e fisicità.
45a scelta del Draft 1974: in Nba gioca 6 stagioni (3.8 pts + 5.6 rb con una prima stagione niente male a oltre 8 + 9 di media), l’Europa lo aspetta.
Dal 1981 al 1989 gioca in Italia tra Roma, Reggio Calabria (5 anni) e Brescia: 4325 pts, 17.7 pts + 11.5 rb + 62% T2 + 62% T1.
Un centro d’altri tempi, devastante a rimbalzo e uomo squadra ovunque ha giocato.
Tagliato per infortunio nel 1982/83 per Clarence Kea (Bancoroma) nella stagione dello scudetto romano ha anche vinto un titolo nella defunta ABA (NY Nets 75/76).

Ha allenato in Nba da capo allenatore ai Clippers di Chris Paul e Blake Griffin ma anche a Portland e Denver da assistente

Nelle ultime stagioni, dopo il suo clamoroso ritorno a Reggio Calabria(la città che ama) ha lavorato per Viola,Vis ed all’Orlandina Basket prima di ritornare negli Stati Uniti.

 C’era una volta la Cestistica Piero Viola la cui dirigenza era capeggiata da un Giudice che di basket non ne capiva tantissimo ma aveva ed ha dei valori che raramente si trovano nelle persone comuni: il numero uno nero-arancio è alle prese con il grande salto nel basket che conta, ha fatto costruire un Palasport in poco più di 45 giorni (il PalaBotteghelle) e, accompagnato dal fedele dirigente Mario Monastero, e dal Coach, testardo livornese, Gianfranco Benvenuti volò a Denver per convincere un giocatore speciale: da giovanotto ai tempi del College Ncaa componeva il duo delle Twin Towers of the power con il fratello gemello Kerry.

Aveva già giocato nella gloriosa Olimpia Milano e, dopo l’esperienza alle scarpette rosse, vinse lo scudetto con Roma (prossima avversaria in casa della Viola giovedì prossimo al PalaCalafiore) sulle ali delle giocate di super Larry Wright.

Nonostante le richieste Nba dai Knicks e dai Nuggets, Kim scelse reggino dove diventò un cittadino unico contribuendo alla crescita esponenziale del mito Viola.

 

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