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Carrea dopo il ko con Fiorenzuola: “Brutta gara, ma il percorso è lungo. Dobbiamo imparare a resistere”

Il tecnico della Viola analizza la prima sconfitta casalinga: “Finire i primi due quarti a 24 punti non ti permette di giocare serenamente. Offensivamente non sufficienti, ma la difesa, togliendo le palle perse, è stata accettabile”


Reggio Calabria – Non sorride l’esordio casalingo della Viola, che cade contro Fiorenzuola in una gara condizionata da un approccio offensivo decisamente sotto tono. Al termine della sfida, coach Michele Carrea non cerca alibi e analizza con lucidità la prestazione dei suoi ragazzi.

“Sicuramente non una buona gara, anzi direi una brutta gara”, esordisce il tecnico in sala stampa. “Credo sia stata condizionata assolutamente dalla nostra incapacità di entrare nella partita in attacco, di trovare soluzioni che ci togliessero un po’ di pressione. Finire i primi due quarti a 24 punti è un elemento che non può permetterti di giocare serenamente a pallacanestro, soprattutto nell’esordio in casa, dove i ragazzi avevano estremo desiderio di approcciare con il piede giusto e dare una soddisfazione alle tante persone che sono venute a sostenerci”.

 

L’analisi di Carrea si concentra sulla sterilità offensiva: “Oggi non abbiamo trovato le linee giuste, gli interpreti giusti, i tiri giusti. Quelli che abbiamo preso li abbiamo presi a bassissima percentuale. Questo vuol dire che chiaramente Fiorenzuola ha fatto molto meglio di noi”.

Non manca però una riflessione sul percorso di crescita che attende la squadra: “È la seconda partita di andata e questo va vissuto con la giusta lucidità. Sappiamo che dobbiamo fare un percorso di crescita e che questo percorso può passare da performance sottotono. Siamo molto dispiaciuti di averla fatta oggi in casa, ma ci sono state pessime percentuali sia da due che da tre e questo sarà l’elemento di riflessione”.

Sul fronte difensivo, il coach prova a salvare il salvabile: “Abbiamo subito 76 punti contro i 59 di Treviglio. Non è stata una buona partita difensivamente, ma credo che se togliamo i punti regalati da palla persa diventa una partita sufficiente. La ritengo sufficiente al netto della minore energia che abbiamo avuto rispetto a loro. Chiaramente offensivamente è stata una partita faticosa e assolutamente non sufficiente”.

Carrea si sofferma poi sull’importanza della fiducia nei primi minuti: “È chiaro che è più facile entrare in una partita con due canestri, con due giocatori che hai cercato e che ti hanno fatto capire che quello che fai dà risultati. Noi abbiamo preso i primi tre tiri che la difesa ci concedeva e mi sembravano presi con ritmo, fiducia e spazio, ma sono usciti tutti e tre. Sbagli anche tiri da tre con le stesse percentuali di Treviglio, quindi percentuali molto povere. Questo toglie fiducia, ma lo diciamo come elemento di analisi, non come giustificazione. Siamo professionisti, lavoriamo tutta la settimana e dobbiamo imparare ad avere le risorse emotive e morali per resistere a questo tipo di difficoltà”.

Interrogato su quanto manchi per vedere la Viola che ha in testa, Carrea non si nasconde: “Speravo in una partita diversa, speravo che fossimo più pronti a resistere alle difficoltà dentro la partita, perché a Treviglio lo eravamo stati. Siamo molto distanti, ma non perché oggi c’è stata una brutta partita. Siamo distanti perché parliamo di un percorso di 9 mesi che ha la settima o ottava settimana. È chiaro che in questo momento tante cose vanno pulite. Il lavoro può aiutarci a commettere molti errori in meno. Siamo lontani, ma come penso siano lontane quasi tutte le squadre in questa fase della stagione”.

Sull’ultimo quarto, che ha ridotto il divario, il coach ha una lettura precisa: “La squadra ha avuto la maturità di desiderare di uscire dal palazzetto con un punteggio più dignitoso rispetto a quello che stava accadendo. Lo ha desiderato e c’è riuscito. Non è un caso che quel margine sia stato colmato con due canestri da tre punti che hanno cambiato il racconto della partita. Loro ci hanno chiuso l’area, noi non abbiamo mai preso vantaggi sulle rollate. C’è un elemento tecnico oltre che morale in quegli ultimi 5 minuti. È positivo che la squadra abbia desiderato giocare tutti i 40 minuti, ma in questo momento dobbiamo concentrarci tanto sui 35 minuti che non hanno funzionato, capirne le ragioni e capire insieme come migliorare quegli elementi del gioco che oggi hanno funzionato troppo poco bene”.

 

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