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CONDIPODERO:”MEGLIO UNA VITTORIA OGGI O UN ATLETA DOMANI?”

Riflessioni significative del numero uno del Coni Calabrese, voi cosa ne pensate?
 
“Vorrei che tutti potessero avere una famiglia come la mia, che mi ha permesso di scegliere, mi ha seguito in ciò che volevo fare. Non mi hanno mai messo pressione anche quando facevo altri sport. Auguro a tutti i bambini di avere quella libertà che ho avuto io dai miei genitori.”
Poco più di due settimane fa queste parole, pronunciate da Jannik Sinner dopo la vittoria degli Australian Open, hanno scatenato in me una profonda riflessione sullo sport in questi ultimi anni.
Sui social network mi capita, sempre più spesso, di leggere post o articoli inerenti a vittorie in campionati “molto ma molto giovanili” costellati di likes e commenti variopinti. Pur rispettando la sacralità dell’entusiasmo che genera un buon risultato mi capita sempre di pensare: ma stiamo facendo la cosa giusta?
    
Tralasciando l’unicità di talenti come Jannik, questo tipo di modus pensandi è quello giusto per una sana crescita dei nostri giovani?
La mia non vuole essere una lectio magistralis, semplicemente vorrei stimolare questa riflessione in tutti gli sportivi della nostra Calabria, e non solo.
È meglio conseguire un risultato precoce o rispettare i tempi di crescita dei nostri ragazzi? È meglio accontentarsi di un attico al primo piano o costruire un palazzo il più alto possibile con delle fondamenta a prova di qualsiasi intemperia?
Dall’altro lato, invece, sarebbe meglio uno sport in cui non esistono premi? In cui “l’importante è (solo) partecipare”?
Non credo, verrebbero meno valori fondanti del nostro mondo, valori che lo sport trasmette nella sconfitta come il rispetto per l’avversario, la motivazione, il sacrificio e la sana ambizione.
Tuttavia, una cosa è più che certa: l’importante è dare tutto quello che si ha, l’importante è faticare per provare a vincere, l’importante è impegnarsi con tutte le proprie forze per migliorare se stessi, SEMPRE.
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