Decisione Giudice Sportivo Olympic-Botteghelle‏



Quello che di seguito andrò ad esternare brevemente è semplicemente il mio pensiero, che non conta molto in simili circostanze e non credo importi a nessuno di voi ma lo faccio ugualmente e me ne frego.
E’ il pensiero di uno spettatore non pagante, un appassionato di pallacanestro, un amico di tanti praticanti di questa disciplina sportiva che come spesso accade si reca nei palazzetti per assistere molto volentieri agli incontri agonistici di qualunque categoria si tratti: ogni partita è un buon motivo per sedersi sulle gradinate e trascorrere circa un’oretta in beata solitudine e relax.

Sabato 16 febbraio ero, come tanti altri, sulle tribune del palaBotteghelle in occasione della “partita” di C2 regionale, Olympic – Botteghelle, partita interrotta a metà terzo quarto poichè nella coppia arbitrale (Avila – Viglianisi) “a seguito del comportamento di entrambe le squadre nel complesso si è determinato il convincimento che la gara non potesse andare avanti”.

A distanza di 5 giorni mi capita di leggere le sanzioni disciplinari del Giudice Sportivo circa l’increscioso episodio di cui sono stato, ahimè, testimone oculare.

Non sono nè un giudice nè un giurato quindi non entro in merito alla decisione assunta dall’organo federale giudicante ma esprimo tutta la mia solidarietà nei confronti di Andrej Hlusko (Olympic), Ivan Crea(Botteghelle), Demetrio Quattrone (Botteghelle), Massimo Comi (Botteghelle), e soprattutto Massimo Lazzara (capitano Olympic il cui curriculum di etica sportiva è notoriamente conosciuto in tutta la Calabria, arbitri compresi), rei di aver tentato di porre fine a 3 minuti di “follia”, alcuni di loro magari entrando in campo.

La mia perplessità nella fattispecie non è la squalifica che, stando alla regolamento FIP, ci sta e scatta obbligatoriamente per chi “invade” il campo (qualunque sia il motivo, anche per cercare di fermare una rissa) ma l’equiparazione della sanzione dei suddetti atleti con coloro che hanno provocato materialmente l’interruzione della partita, l’aver punito in egual misura sia chi ha cercato di “placare gli animi”, che gli effettivi(MA ATTENZIONE: NON TUTTI) protagonisti dell’increscioso evento, mettendoli sullo stesso piano di gravità.

La Giustizia è cieca? In questo caso specifico,a mio avviso e da quello che ho visto quel giorno, direi un tantinello.

Ragazzi, mi riferisco a voi 5: spero vinciate il ricorso.

Invece da alcuni giocatori/dirigenti/istruttori/formatori/educatori/padri di famiglia mi sarei aspettato un comunicato ufficiale che ci illustrasse il proprio punto di vista, avrei dato loro tutto lo spazio necessario per esprimersi ufficialmente o quantomeno avrei gradito una chiacchierata faccia a faccia e non leggere messaggini di puerile stucchevole ironia nel disperato tentativo di farti nascere l’infantile “rimorso di coscienza”, messaggini che mi sono scivolati via senza che neanche me ne accorgessi.

La redazione di reggioacanestro di cui mi onoro far parte assieme ai miei fratelli Giovanni Mafrici e Mario Vetere fa cronaca sportiva, capito bene: CRONACA SPORTIVA supportata da foto, video, statistiche, PRESENZA FISICA all’interno degli impianti sportivi ed in 12 anni ha dato voce a tutti, ma proprio tutti i praticanti della pallacanestro nella nostra regione, cosa che MAI era successa prima del nostro arrivo, senza sconfinare nel basso pettegolezzo da bar di quartordine nel quale molti godono a sguazzare… quella di sabato 16 febbraio non è CRONACA sportiva ma se molti di quei giocatori/dirigenti/istruttori/formatori/educatori/padri di famiglia pensano che lo sia, bhè la prossima volta: mandateci un comunicato perchè siete VOI i protagonisti e non chi sta in tribuna.

Carlo Vetere
reggioacanestro.it

 

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