DEDICATED TO MASSIMO RAPPOCCIO

E’ ormai assodato e notoriamente risaputo che la tifoseria reggina sia tra le più calorose e appassionate d’Italia.
Lo ha egregiamente dimostrato sia quando la squadra era competitiva e vincente
che soprattutto quando le difficoltà societarie e di risultati erano chiare ed evidenti.
Insomma: MAI la Curva ha fatto mancare il suo incondizionato appoggio di
classico “sesto uomo” per spingere i propri beniamini alla vittoria.
Chiunque abbia vestito la maglia nero arancio ha senza subbio un piacevole ricordo della Viola e dei suoi infaticabili tifosi (basta andare a rileggersi le interviste di ognuno di loro) e ciò lo si deve a molti ragazzi ma soprattutto ad uno: Massimo Rappoccio, scomparso prematuramente all’età di 29 anni in un incidente stradale.
Fedele appassionato di questa fantastica disciplina sportiva e in particolar modo della Viola, la Domenica era impossibile non sentire la sua presenza sugli spalti del Pentimele oppure come non fare riferimento a lui quando c’era da organizzare una trasferta!!!
Arbitro di Basket minore non era molto difficile che ti strappasse un sorriso per rompere la tensione della gara quando ti si avvicinava e ti diceva a bassavoce: “Stai facendo schifo! Cosa aspetti a spaccargli il culo?”
Ho avuto più volte la fortuna che arbitrasse una mia partita e per noi non era “l’arbitro Rappoccio” ma semplicemente “Massimo” perché non era mai freddo e distaccato come protocollo vuole bensì era sua abitudine dare sempre spiegazioni, dialogare con i giocatori, scusarsi con una pacca sul sedere quando si accorgeva di averti fischiato una fesseria e sorvolando su dieci infrazioni subito dopo; è sempre stato un amico sia dentro che fuori dal campo.
Ogni tanto, quando gli animi in campo erano troppo accesi, perdeva la pazienza, interrompeva il gioco e, non proprio delicatamente, intimava: “ADESSO BASTA: MI AVETE ROTTO I COGLIONI” e tutto taceva perché tutti conoscevano Massimo e tutti sapevano che non aveva mezze parole con chi voleva fare il furbo.
Ci mancherai Massimo e chissà che tu non stia già organizzando qualcosa per continuare a sostenere la TUA Viola da lassù.

Carlo Vetere

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