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IL NUOVO PONTE REGGINO: E SE SI CHIAMASSE PONTE GUS TOLOTTI?

È stata un’alba speciale quella di oggi per Reggio Calabria. Non solo per la bellezza del cielo che si tingeva di rosa sullo Stretto, ma per il significato profondo di un gesto semplice e simbolico: un bambino di appena 8 anni, insieme agli altri studenti delle scuole cittadine, ha tagliato il nastro del nuovo ponte sul torrente Calopinace.

L’opera, inaugurata alle ore 6:00, rappresenta un tassello fondamentale per la mobilità dolce e la riqualificazione urbana. Il ponte collega, a valle delle arterie del centro storico, il nuovo parco lineare sud della città con l’area del Tempietto e, da lì, direttamente al lungomare “Italo Falcomatà”.

 

Un lavoro, dall’apparenza semplice che ha fatto tribolare per anni, dirigenti, operatori e politici, divenendo, per certi versi strumento politico.

Alla cerimonia, programmata all’alba e partecipata da numerosi cittadini e giovani, era presente il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro. Visibilmente soddisfatto, il primo cittadino ha commentato: “Uniamo due ali molto interessanti della città”, ringraziando tutti coloro che hanno voluto condividere questo momento.
“Una nuova alba per la città di Reggio Calabria – ha dichiarato Cannizzaro -. Oggi candidiamo Reggio a non essere più la città con il chilometro più bello d’Italia, ma la città con i cinque chilometri più belli d’Italia”.

Si è vero, siamo tremendamente settoriali ma, lanciamo una suggestiva proposta che potrebbe legare indissolubilmente l’infrastruttura alla storia sportiva e umana della città. L’idea è quella di intitolare il ponte a Gus Tolotti, il mito della Viola Reggio Calabria ai tempi della Serie A.
Tolotti, scomparso prematuramente, è stato un simbolo di attaccamento alla maglia e alla città. Il “recordman di presenze” in canotta Viola, con i suoi 207 centimetri, ha militato a Reggio per 12 anni tra gli anni Ottanta e Novanta, diventandone una bandiera. Rifiutò contratti plurimiliardari pur di rimanere nella sua città, in momenti di cruenta difficoltà, dimostrando un attaccamento viscerale ai colori neroarancio.
La sua carriera non si è limitata a Reggio: ha giocato anche con il Messaggero Roma, Sebastiani Rieti, Basket Roseto e Andrea Costa Imola, è stato un senior pronto a formare in campo Danilo Gallinari as Casalpusterlengo. Ma è a Reggio che la leggenda si è consolidata, alimentata anche da aneddoti unici, come quello che lo vide protagonista di una “stoppata” a Michael Jordan durante un torneo Nike, impresa riuscita, alle nostre latitudini, solo a Sandro Dell’Agnello.
Tolotti, classe 1967, ha lasciato un segno indelebile non solo nel cuore dei tifosi, ma anche nel mondo dello sport italiano. Per volere di Gaetano Gebbia e di Violainside, ogni anno la LNP (Lega Nazionale Pallacanestro) ha istituito il Premio Fair Play intitolato proprio al campione.
Oggi, mentre il nuovo ponte sul Calopinace unisce fisicamente la città, il ricordo di Tolotti continua a unire idealmente generazioni di tifosi e cittadini. Un uomo straordinario, eroe di un basket unico e meraviglioso, che continua a vivere nel sorriso di chi lo ha amato e nel percorso cestistico neroarancio che, insieme alla sua Angela, continua a seguire con affetto.

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