La Jolly è in festa

Scherza sulla notizia della sua convocazione quasi oscurata da quella di Valerio Costa. Gioie e gioielli di marca Nuova Jolly. E’ raggiante e non fa nulla per nasconderlo. Il Settore Squadre Nazionali l’ha convocata per la seconda volta in qualità di preparatore fisico del raduno interregionale di Reggio Calabria. Lavorerà con atleti provenienti da Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Tutto il Sud cestistico dell’Italia.

 

“Quest’anno mi hanno ulteriormente responsabilizzata”.

Ovvero?

“Ovvero è squillato il telefono”.

E…

“Era Paolo Guderzo, il responsabile della preparazione fisica. Mi ha comunicato la convocazione e mi ha chiesto di collaborare maggiormente sul campo, con una presenza più importante, anche in seguito a ciò che ho visto fare ed ho imparato nella passata esperienza, lo scorso anno”.

Te l’aspettavi questa chiamata?

“Sinceramente no. Ci sono tanti preparatori in giro per le regioni. Però è bello esserci nuovamente. Poi quella maglia”.

L’azzurro fa sempre un certo effetto.

“Non sai che emozione. C’era scritto Italia ed era la mia”.

Cosa hai imparato dal raduno dello scorso anno?

“Uscire fuori dalla Calabria contribuisce al confronto con realtà diverse e modus operandi diversi. Ho seguito con attenzione quello che si fa altrove: è sbalorditivo il tempo che si dedica alla preparazione fisica in certi contesti”.

Un’ora pre-allenamento.

“Servono le strutture per fare questo. Da noi in un’ora e mezza devi concentrare tutto. Per i grandi e per i piccoli. La differenza c’è e si vede: i risultati ripagano il lavoro scrupoloso sul fisico”.

Anche con i settori giovanili? Anche con gli under 14-15?

“Con tutti. Preparazione fisica non è solo tirare su i pesi”.

Cos’altro?

“E’ attività motoria, insegnare a correre, creare pian piano la struttura fisica che possa supportare in seguito un lavoro muscolare più mirato. Si può lavorare, anzi si deve lavorare ad ogni età”.

Eppure si improvvisa tanto.

“Ci sono errate convinzioni. I metodi di allenamento cambiano, cambia la conoscenza e la preparazione su questi argomenti. Io studio e poi applico in campo ciò che ho studiato. In questi anni, la mia fortuna è stata aver avuto sempre allenatori che mi hanno incoraggiata, dandomi l’opportunità di tempi e spazi. Gianni Tripodi (il coach della C regionale, ndr) mi consente – giorno per giorno – di seguire gli atleti e prepararli all’allenamento e alla partita, credendo per primo in me e nel mio lavoro, il lavoro di cui sono innamorata”.

Innamorata?

“Si. E’ stato Gaetano Rosace a farmi innamorare di questo lavoro, insegnandomi la cura per i particolari e la passione per ogni semplice esercizio. Un vero maestro”.

E gli atleti?

“A loro dai una palla e sono felici. Soprattutto i più piccoli. E’ comprensibile”.

Difficile che ci si innamori della fatica?

“Ma sono la fatica e il sacrificio a portarti in alto e farti raggiungere i traguardi”.

Come quella tua maglia azzurra?

“Non vedo l’ora di indossarla di nuovo”.

 

Intervista di Sc Ufficio Stampa Nuova Jolly

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