MATTEO MECACCI E I RICORDI DEL COACH NUCCIO GERI

Tantissimi Big della pallacanestro in nero-arancio e non solo hanno omaggiato la memoria del tecnico reggino, scomparso nei giorni appena trascorsi.

Ecco il pensiero di Matteo Mecacci

Il primo ricordo che porto con me del Coach Nuccio Geri è quando si è presentato al Torneo Sant’Ambrogio.

Pensavo fosse solo un semplice tifoso ma dovevo ancora scoprire tutto il suo passato, percorso incredibile da allenatore di pallacanestro.

Successivamente, la cosa sorprendente che non ho ancora capito come possa essere possibile è che è riuscito ad ottenere il mio numero di telefonino.

Nel giorno di San Matteo, personalmente non sapevo neanche quando fosse, mi chiamava, anche due volte se non potevo rispondere per farmi gli auguri.

E’ stato realmente una persona educata, gentile e “ngarbata” come lui amava dire spesso di tante altre persone.

Un signore d’altri tempi.

Successivamente,ho scoperto che non abitava troppo distante da me che risiedevo a Piazza Carmine.

Non mancavano i caffè mattutini insieme.

Altro dato:Quando veniva a salutarci alle partite della Viola al PalaCalafiore era una certezza.

Non potrò mai scordare il suo appellativo “Gioia”, vocabolo intriso di vicinanza, empatia ed allegria.

L’ho conosciuto per un solo anno ma la sua empatia e passione per il basket mancherà a tutti quanti.

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