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Myenergy, Carrea: “Contro Orzi competitivi per 35 minuti. Sui finali ci manca qualcosa, ma è un percorso”

Il tecnico neroarancio analizza la sconfitta casalinga: “Non è un problema di condizione, ma di lucidità e scelte negli ultimi 5 minuti. Siamo una squadra nuova che deve imparare a trovare il proprio porto sicuro”

 “Al netto dei primi 2-3 minuti, credo che abbiamo fatto una buona partita”. Coach Michele Carrea parte da qui per analizzare la prestazione della sua MyEnergy Viola contro Orzinuovi. Un avvio ancora una volta contratto – “un tema di eccesso di desiderio di essere subito impattanti” – poi la squadra ha avuto il merito di sciogliersi e, per trenta minuti, giocare un’ottima gara: “Controllando il gioco contro una squadra di altissimo livello, colmando il gap fisico che avevamo in molti ruoli con solidità e competenza tecnica”.

 

Il tema dei finali. “Sui finali ci manca qualcosa – ammette Carrea – in termini di consistenza, chiarezza e lucidità. Non è un problema di condizione: la distribuzione del minutaggio, al netto di Romeo che ha giocato 30 minuti dopo una settimana difficile per un problema al piede. Gli ultimi 5 minuti non sono come i primi 35: si giocano con un’energia, una frenesia e una pressione diverse. Bisogna imparare ad andare nei porti sicuri. È una squadra nuova che deve capire qual è il suo porto sicuro in quei momenti, qual è il giocatore che può trovare la giocata. È anche mio compito guidare la squadra in questo processo”.

La questione del giocare in casa. Sollecitato sul parziale iniziale di nove punti regalato e sulla possibilità che pesi il fattore campo, il coach è netto: “Penso che sia un tema che non dovremmo più affrontare. Dopo Fiorenzuola, tornare in casa col desiderio di fare qualcosa di diverso era tanto: sono ragazzi, c’era un extra desiderio di cancellare quella partita che ha creato tensione in eccesso. Adesso il ghiaccio si è rotto e sono convinto che giocare in casa sarà per noi una grande risorsa, mai un problema”.

Il finale e il fallo tattico. Carrea torna poi sull’episodio che ha indirizzato la gara: “La mia discussione con gli arbitri non è nulla di particolare. Penso che Orzinuovi oggi abbia meritato di vincere. È un confronto tra colleghi sull’interpretazione di questo fallo tattico: è chiaro che se sull’ultimo fischio su Romeo, con Orzinuovi non in bonus, invece del fallo normale viene dato il fallo tattico, diventano due tiri e possesso e cambia la partita. Questo è un tema che tutti assieme – arbitri, allenatori, giocatori – dobbiamo risolvere, perché tra A1, A2 e B si stanno decidendo almeno due partite a giornata per un tattico sì o tattico no. La mia idea è che forse nei finali sia meglio fischiarne uno in meno, da tutte le parti: i giocatori ancora devono adattarsi. Vedo Cinciarini, 40 anni di esperienza, perdere la partita per un fallo tattico: questo racconta di una situazione che sta mettendo in difficoltà tutti”.

Il lavoro da fare. Sulle scelte negli ultimi minuti, Carrea indica la strada: “Abbiamo vinto a rimbalzo nettamente (43 a 33), ma nell’ultimo quarto probabilmente li abbiamo persi: lì non basta l’energia dei primi tre quarti, ce ne vuole un po’ di più. Fa parte di un percorso di presa di coscienza: ho la fortuna di avere un gruppo estremamente desideroso di raggiungere il massimo livello di competitività. In questa lega nei finali tutte le squadre cambiano per essere aggressive sugli handler: non è una sorpresa, bisogna imparare a giocare in maniera furba e consapevole”.

Il bilancio. “Alla quarta di andata, con quattro punti fatti in trasferta e tutte le difficoltà del caso, siamo stati competitivi per 35 minuti contro una delle squadre più forti del campionato – conclude Carrea –. Non siamo soddisfatti perché il nostro desiderio è essere vincenti, ma bisogna essere razionali e guardare alla parte buona del bicchiere, mettendo il focus su quel pezzettino che manca: tecnico, strutturale e mentale. Dobbiamo giocare i finali con una faccia diversa e lavoreremo per riuscirci”.

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