“Non volevamo interrompere il percorso”: il Memorial Sant’Ambrogio si prepara alla 50ª edizione
Intervista a Carlo Sant’Ambrogio, organizzatore della manifestazione dedicata a Cesare, Franco, alla signora Enza e a papà Iliano
Un’altra edizione è andata in archivio, ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Il Memorial Sant’Ambrogio, appuntamento che onora la memoria di Cesare, Franco, della signora Enza e di papà Iliano, ha regalato ancora una volta una bella partita alla città. Il pubblico ha risposto presente, e per Carlo Sant’Ambrogio, anima dell’organizzazione insieme a Sergio e alle rispettive famiglie, il messaggio è chiaro: l’importante era esserci.
Carlo, il pubblico ha risposto.
«Sì, praticamente non volevamo interrompere questo percorso che abbiamo ripreso dopo eventi poco lieti. Io e Sergio,mio fratello,alle nostre famiglie abbiamo provato a fare del meglio, ma ci sono state diverse circostanze che ci hanno messo proprio in condizione di farlo. Colpa sempre nostra… non do la colpa a nessuno, diciamo, responsabilità nostra. Purtroppo i tempi, le squadre già organizzate… e questo penso che sia uno spettacolo, una partita che offriamo alla città e penso vada bene per il momento che stiamo attraversando».
L’intenzione era quindi quella di non fermarsi.
«Sicuramente era nostra intenzione non interrompere il percorso. E per fare una 50ª edizione all’altezza di quello che merita questo non bastava. Quindi abbiamo fatto questo memorial sempre per ricordare i nostri familiari, e diciamo che è un preludio a quello che vorremmo organizzare per l’anno prossimo. Siamo molto determinati e speriamo di fare cose belle».
I ricordi del passato? Sì, bei ricordi, altri tempi, altre possibilità, un’altra epoca. Forse era un’altra epoca, ma noi abbiamo vissuto quella. Mi dispiace per i giovani di oggi che non possano vivere le emozioni che abbiamo vissuto noi. Ma noi, nel nostro piccolo, proviamo a fare qualcosa».
E per il futuro?
«Io spero che l’anno prossimo la Viola faccia un altro salto di categoria. Ma noi proveremo a coinvolgere qualcuno di alto livello per portare uno spettacolo all’altezza della città e all’altezza di questo splendido palazzetto».


