Questa sera Kobe contro Manu

 

 

 

Stiamo ovviamente parlando del big match che questa sera alle ore 23.15 (diretta Sky) vedrà di fronte Team Usa ed Argentina, che, per noi reggini, vuol dire, più di ogni altra cosa, Kobe Bryant vs Manu Ginobili.

 

La sfida tra quella che in molti definiscono la squadra più forte dopo il Dream Team del 1992 e quella che in Argentina hanno ribattezzato “El Alma” (L’Anima), a voler sottolineare l’essenza dello sport argentino: l’anima e lo spirito di appartenenza che, nessuno ce ne voglia, solo gli argentini sanno esprimere nello sport, a qualsiasi livello ed in qualsiasi disciplina.

 

Team Usa contro El Alma, Kobe Bryant contro Manu Ginobili, un pizzico di Reggio Calabria scenderà questa sera sul parquet della Basketball Arena di Londra. Due “figli” della storia della pallacanestro reggina (con loro ci sarà anche Carlos Delfino), due nomi che solo a nominarli fanno venire la pelle d’oca a tanti appassionati di basket a Reggio che hanno avuto modo, chi più chi meno, di frequentarli durante la loro permanenza in Italia.

 

Kobe arriva a Reggio a soli otto anni nel 1986, seguendo le orme del padre Joe che incanta il pubblico reggino al Botteghelle insieme a Kim Hughes. E proprio conRyan, figlio di Kim, il piccolo Kobe frequenta la scuola al Rhegium College di Reggio ed inizia la sua carriera cestistica nelle giovanili della Cestistica Piero Viola. Sono in tanti a Reggio a ricordare le sue prime evoluzioni sul parquet del Botteghelle nell’intervallo delle partite giocate dal padre. E non mancano i ricordi neanche tra chi viveva al Serpentone, dove i Bryant si recavano spesso per far visita a Kim e famiglia; sono davvero tanti gli aneddoti che chi ha avuto la fortuna di crescere e giocare a pallacanestro nel cortile del condominio può raccontare.

 

Emanuel David Ginobili arriva, invece, a Reggio nel 1998, a  ventuno anni, grazie a coach Gaetano Gebbia. Nella prima stagione è subito protagonista della promozione in A1 della Viola; sono ancora nel ricordo di tutti gli appassionati (e lo rimarranno probabilmente per sempre)  le sue performance “aliene” al PalaCalafiore di Reggio Calabria. E l’NBA se ne accorge subito, al termine della prima stagione reggina viene, infatti, scelto col numero 57 al draft dai San Antonio Spurs, la squadra che qualche anno dopo (nel 2002) diventerà la “sua” squadra per sempre e con la quale vincerà tre anelli. Manu rimane a Reggio anche l’anno successivo (1999/2000) e, con coach Gaetano Gebbia, trascina la Viola al miglior risultato di sempre in serie A1: qualificazione alla semifinale scudetto persa solo in gara 5 contro la Virtus Bologna (che diventerà poi la sua squadra) e quinto posto assoluto alla fine dei play-offs. Il suo attuale coach Gregg Popovich lo definisce come “la persona più competitiva che io abbia mai visto” e, per chi ancora non lo sapesse, stiamo parlando dell’unico giocatore della storia ad aver vinto nella sua carriera Eurolega, Nba ed Olimpiadi.

 

Argentina-Stati Uniti non è chiaramente solo Ginobili contro Bryant ma in questa sfida c’è tanto, quasi tutto dell’essenza della pallacanestro: l’Argentina, che da sempre rappresenta al meglio il concetto di “squadra” che ogni allenatore sognerebbe di poter allenare: spirito di gruppo, appartenenza, sacrificio e tanto, tanto talento; Team Usa, ovvero la forza fisica ed il talento dei top NBA messi insieme, in un mix esplosivo che rende gli americani quasi imbattibili. Su quel “quasi” punteranno questa sera gli argentini; l’auspicio di tutti, però, è che non sia l’ultima volta che queste due squadre si incontreranno a Londra. Le fasi più calde edecisive di questa Olimpiade si vivranno, infatti, a partire da mercoledì 8 Agosto, nei quarti di finale che si giocheranno alla North Greenwich Arena. Pronostici alla mano, si profila già da ora un interessante Argentina-Spagna, anche se è in corso proprio in queste ore un dibattito molto acceso in Spagna, con i tifosi che auspicherebbero addirittura una sconfitta questa sera contro il Brasile (anche questa in diretta Sky alle ore 21), proprio per “evitare” l’Argentina ai quarti.

 

Vedremo cosa ci riserverà questa, finora spettacolare, Olimpiade ma, per ora, godiamoci questo Argentina-Stati Uniti. Si ripartirà dall’amichevole giocata a Barcelona il 22 Luglio scorso: finì 86-80 per gli americani, che, finora, amichevole di Barcelona a parte, hanno dimostrato di poter sentire la difficoltà solo contro i lituani (sconfitti sabato 99-94).

 

Noi questa sera ci spingiamo un po’ oltre ed ammettiamo di non essere neutrali: forza Manu, vamos Argentina !!!

 

Nino Romeo per Reggioacanestro.it

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