Qui a Reggio sto bene, contro Padova vogliamo la partita della svolta». Alex Santos Da Silva si racconta
Il nazionale brasiliano della Vumbaca Reggio BiC: «Con Sassari e Cantù ci abbiamo messo il cuore, ma è mancato qualcosa. La squadra è nuova, è normale. Contro Padova con la nostra “torcid”a faremo una grande gara». E sul Mondiale: «Il Brasile sta cambiando, è un gruppo giovane».
Dopo le prime due giornate di campionato, è tempo di bilanci e prospettive in casa Vumbaca Reggio BiC. Il nazionale brasiliano Alex Santos Da Silva ha fatto il punto sul suo ambientamento in amaranto, sulle prime uscite stagionali e sull’imminente sfida casalinga contro Padova. L’esterno verdeoro, arrivato in riva allo Stretto per questa nuova avventura, non nasconde la sua serenità: «Io sto bene, sono in un posto tranquillo», esordisce Da Silva, dimostrando subito un feeling positivo con la città e l’ambiente.
Per Da Silva non si tratta di un debutto assoluto nel panorama italiano. Il brasiliano ha già avuto modo di calcare i parquet del nostro paese in passato, un’esperienza che gli permette di muoversi con una certa familiarità nel campionato. «Ho giocato a Firenze, ho giocato contro tutte le migliori squadre»
L’esperienza mondiale con il Brasile e il futuro verdeoro
Il discorso si sposta poi sull’esperienza più prestigiosa: la recente partecipazione al Mondiale con la maglia della nazionale brasiliana, vissuta al fianco del compagno di squadra e connazionale Juninho Clemente, capitano del club. Per Da Silva è stata un’occasione di crescita importante, seppur in un contesto di transizione per il movimento cestistico del suo paese. «Una buona esperienza, ma la squadra era molto forte», spiega. «Il Brasile adesso è una squadra giovane che sta cambiando, per andare molto giovane in Brasile».
Alla domanda diretta su come si sta trovando a Reggio Calabria, la risposta di Da Silva è immediata e sorridente: «Sì, sì, bella città».
Entrando nel vivo dell’analisi tecnica, il brasiliano torna sulle due partite disputate contro Sassari e Cantù, entrambe concluse con sconfitte ma con indicazioni tutt’altro che negative. «Ci abbiamo messo il cuore, non è bastato», ammette Da Silva. «La prima partita è stata buona. Abbiamo giocato sempre simili, punto a punto». La riflessione si sposta poi sulle difficoltà fisiologiche di un gruppo profondamente rinnovato: «Per giocare all’inizio del campionato non conoscere tutti i giocatori. L’anno scorso c’erano ,Juninho e Ivan Messina,oggi abbiamo cambiato tanti giocatori. È normale questo».
Lo sguardo è ora rivolto al prossimo impegno casalingo contro Padova. Da Silva sa quanto sia importante il fattore campo e l’appoggio dei tifosi, quella “torcida” che spera di trascinare la squadra verso una prestazione di spessore. «Aspettiamo fare una buona partita in casa, con la torcida, con la nostra squadra forte», afferma con determinazione. «Ci alleniamo intensamente, conoscendo l’uno l’altro. Credo che faremo una buona partita».
Infine, un passaggio sulla sfida contro Cantù, dove Da Silva ha incrociato anche una parte della nazionale italiana che aveva già affrontato ai Mondiali.


