Reghion Basket Popolare: uno scudetto che va oltre lo sport -On line il magazine del Csi
Una storia di passione, sacrificio e valori che trascendono il semplice gioco. È quella del Reghion Basket Popolare, che dopo dieci anni dall’ultimo trionfo cittadino ha riportato a Reggio Calabria lo scudetto nazionale CSI, scrivendo una pagina indimenticabile non solo sul parquet, ma nella vita di un’intera comunità.
Quello che ha conquistato il titolo non è semplicemente una squadra, ma una famiglia. Un gruppo di uomini che, tra impegni lavorativi, figli e mille difficoltà quotidiane, ha tenuto viva la fiamma della passione, dimostrando che quando si crede in un progetto comune, ogni ostacolo può essere superato.
Il percorso verso lo scudetto è stato tutt’altro che semplice: partite tiratissime, punteggi bassi e difese granitiche hanno caratterizzato ogni sfida, fino alla finalissima contro Inverigo di Como, vinta al fotofinish.
Sulla panchina, Daniele Saccà, allenatore con due scudetti all’attivo, ha affidato il disegno della rimessa decisiva al suo storico compagno Giovanni Rugolo, in tribuna per un infortunio (entrambi giocarono con Manu Ginóbili nella grande Viola). Una rimessa perfetta, il talento di Pellicanò (MVP della kermesse) e il canestro di Pandolfi hanno regalato ai reggini la vittoria più desiderata.
Anche gli avversari meritano rispetto: i Furiosi di Verona, campioni in carica, sono stati fermati proprio dal Basket Popolare, mentre Inverigo ha lottato fino all’ultimo respiro. Ma i ragazzi di Reggio Calabria hanno dimostrato di avere qualcosa in più: il cuore.
Non si può raccontare questa vittoria senza parlare dei tifosi, della Curva dei Total Kaos, gruppo organizzato attivo da oltre trent’anni e gemellato con la Fossa dei Leoni di Bologna. Il loro sostegno, sugli spalti e non solo, è stato fondamentale, trasformando ogni partita in un’onda di energia trascinante. Perché nello sport, come nella vita, nessuno vince da solo.
Un risultato basso, ma ogni punto è stato un’emozione pura. Questa vittoria non è solo un trofeo, ma un messaggio: che la fratellanza, la condivisione e l’amicizia possono superare ogni difficoltà, distanza o barriera geografica. Che lo sport è vita, è comunità, è credere insieme in un sogno.
Ora Reggio Calabria sogna di organizzare la prossima kermesse in riva allo Stretto, perché quando si vince così, si vince per sempre.


