CSI

Reghion triocolore, Giovanni Rugolo: “Un altro titolo per Reggio e la nostra gente”

di Giovanni Mafrici –  Ancora un trionfo per Giovanni Rugolo, capitano della Reghion e ultimo capitano reggino della Viola in Serie A,già compagno di squadra di Manu Ginobili.Il cestista ha aggiunto un altro prestigioso trofeo alla sua straordinaria carriera. Per la seconda volta consecutiva, la Reghion si è laureata campione d’Italia CSI Open, un risultato che porta orgoglio e onore ai colori nero arancio.Per lui, è il quarto titolo complessivo al Csi, dopo i fasti dell’Aleandre.

Una passione che non finisce mai. Un altro titolo Csi per Reggio Calabria che porta ovviamente orgoglio. Con queste parole, Rugolo ha commentato l’ennesimo successo, raccontando le emozioni di una vittoria che sembrava difficile da ripetere ma che è arrivata grazie alla forza di un gruppo speciale.

“Sì, è stata un’esperienza bellissima – ha dichiarato il capitano –. Ripetersi era veramente difficile, però noi siamo una squadra sicuramente con nomi importanti, ma più che squadra siamo un gruppo abbastanza coeso”. Rugolo ha voluto sottolineare come il merito non sia di un singolo ma dell’intero collettivo: “Io rappresento questi ragazzi come capitano, ma non c’è una persona che comanda, non c’è nessun comandante,insomma. Noi siamo un gruppo unico e unito che andiamo contro a mille difficoltà per via dell’età, per via delle problematiche che hanno un po’ tutte le squadre in generale, però li affrontiamo sempre con il piglio giusto”.

 

Il titolo, ha spiegato, è stato il coronamento di un percorso fatto in questi anni in maniera professionale e, forse, per qualche tratto anche in maniera professionistica. “Un plauso va soprattutto ai miei compagni, ai miei gladiatori”, ha aggiunto Rugolo, volendo dedicare il successo a chi ha condiviso con lui ogni battaglia sul campo.

Sul futuro, però, il capitano resta cauto. Alla domanda se si potrà continuare su questa scia, ha risposto: “Questo come sempre è un argomento che andremo ad affrontare tutti insieme, perché, come accennavo prima, c’è il discorso dell’età, il discorso delle famiglie, nascita di bambini, eccetera, che portano ulteriore difficoltà che finora abbiamo affrontato in maniera tranquilla, però la vita è anche questa”. La decisione, come sempre, verrà presa di squadra.

 

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