INTERVISTA FABIO CILIONE,GIOVANE ARBITRO

Siamo qui con Fabio Cilione,giovane arbitro ed aime’ “ex” giocatore.quanto le manca giocare?
La pallacanestro è da sempre protagonista della mia vita, stare senza giocare sarebbe impossibile (chi mi conosce lo sa…), per cui ogni volta che ne ho la possibilità faccio volentieri due tiri, anche se non è la stessa cosa! Mi manca l’agonismo delle partite di campionato, mi manca l’appuntamento domenicale con i due punti da conquistare, giocare con gli amici non mi mette quella carica che per anni ha invaso il mio animo. E’ stata una scelta che definire sofferta è dir poco, mi son trovato di fronte ad un bivio e ho dovuto scegliere la strada che mi avrebbe potuto portare più avanti. Ma chissà, magari un giorno… tornare sui campi da gioco è un sogno che vorrei tanto realizzare.

Ha solo ventun’anni ed e’ gia arrivato in serie C1 come arbitro..dove vuole arrivare?
Certo arrivare così giovane in C1 è una gran bella cosa, un motivo d’orgoglio, ma anche motivo di riflessione sul mio futuro. Sono cosciente di essere giovane e di essere già a buon punto, ma da qui ad arrivare più in alto ce ne vuole… Continuo per la mia strada, senza alcuna presunzione e con l’umiltà che mi ha portato dove sono ora. Sogni nel cassetto ne ho tanti, ho tutto il tempo per lavorare, migliorare e magari togliermi qualche soddisfazione più grande.

Lei ha arbitrato e giocato tantissime partite,mi dica secondo lei i migliori giocatori del campionato di serie C1 E C2(DOVE STA ARBITRANDO)?
La C1 è una realtà con la quale anni fa avevo già avuto a che fare da giocatore (nella Cestistica Reggina a Pellaro), e devo dire che il divario tra il basket regionale e quello nazionale si sta sempre più allargando. Sono solo alle prime partite arbitrate, ma ho già avuto a che fare con gente davvero in gamba, giocatori con la “G” maiuscola, vedi i vari Carlos Gallo del Catanzaro, Susino del Lamezia, anche in Sicilia e in Puglia ho incontrato veri professionisti, gente che vuol giocare a pallacanestro e lo fa nel miglior modo possibile. Da notare come molti giovani della nostra provincia si stanno segnalando ad alti livelli, in particolare ho potuto ammirare Andrea Pellicanò, capace di ritagliarsi un posto importante in una squadra blasonata come il Catanzaro di coach Tripodi, nonché il giovane Antonio Mermolia, play titolare della squadra di Porto Empedocle, con una forte personalità a soli 17 anni. Sono segnali positivi per il basket calabrese e reggino in forte crisi.
Passiamo alla C2. Ho avuto modo di dirigere qualche incontro di inizio stagione. E’ un po’ presto forse, ma già si intravedono quelli che sono i valori in campo.
Prima di parlare dell’aspetto tecnico però, vorrei “purtroppo” segnalare come più avanti andiamo, più aumenta il malcostume di prendersela troppo spesso con gli arbitri, in qualsiasi campo, reggino in particolare, si vada. C’è una crescita inversamente proporzionale: mentre il livello tecnico si abbassa, aumenta a dismisura questo fenomeno del “rompere le scatole”, ormai l’arbitro è diventato il capro espiatorio per qualsiasi squadra che perde un incontro, non si può assolutamente andare avanti così! Vedo gente il sabato e la domenica rendersi ridicola, sbraitare come degli animali e comportarsi come tali in campo, ma soprattutto, e mi spiace dirlo, sugli spalti. Di questo passo Gino potrà pretendere il pagamento del biglietto, solamente per lo show che c’è sugli spalti. Cose da rabbrividire, che in qualsiasi altro campo vi assicuro non è neanche lontanamente pensabile! E non sto parlando di ragazzini incoscienti, bensì di gente che ha vissuto nella pallacanestro, signori (ma anche signore, e qualcuna anzianotta…) che dovrebbero dare l’esempio, ma non nel modo sbagliato.
Scusate questo piccolo sfogo, ma soprattutto dopo la partita di sabato scorso l’ho ritenuto necessario. Torniamo al discorso tecnico: Rosarno, Cap, Crotone, Azzurrina e Olympic sono a mio avviso le squadre che dovrebbero contendersi il salto di categoria, anche se a mio avviso i ragazzi del Cap sono ormai pronti per imporsi alla fine del campionato.
I volti in C2 son sempre i soliti, li vediamo ormai da anni mi piacerebbe vedere gente nuova, magari giovani emergenti (come tutti i ragazzi del Cap, e i vari Canale, Pellicano, Surace etc.) che potranno dare finalmente un ricambio al basket reggino in grosso deficit.

Parliamo adesso del Cilione giocatore,e soprattuto ex capocannoniere della neopromossa Audax,secondo lei e’ piu’ l’Audax che manca a Fabio Cilione,o viceversa?
L’Audax è la squadra (dopo le Gazelle) che mi ha consacrato in serie D con il giusto premio della promozione. Devo tanto a questa squadra e al suo coach che ha avuto grande fiducia nelle mie capacità. Non nascondo che ogni volta che vedo giocare i miei ex compagni mi piange il cuore ed è fortissima la tentazione di tornare a giocare, ma ormai ho fatto la mia scelta. L’inizio di campionato non è stato dei più felici, ma si sa, l’impatto con una la nuova realtà della C2, una squadra con nuovi innesti e quindi meccanismi da rodare hanno condizionato queste prime uscite.
Non credo di mancare più di tanto alla squadra dato che la società (in particolare nella persona di Fortunato Vita, persona eccezionale prima che dirigente di grande serietà) ha effettuato delle scelte mirate, degli acquisti azzeccati che daranno alla squadra qualcosa in più per garantire una permanenza tranquilla. Certo sono convinto che nel mio piccolo avrei potuto contribuire al servizio della squadra, ma di certo è più l’Audax che manca a me che viceversa.


Nella sua interessante carriera cestistica ha avuto il piacere di essere allenato da diversi coach,chi e’ il suo preferito e da chi crede di aver imparato di piu?
In sedici anni di attività sono passato per le mani di tanta gente, che in un modo o nell’altro hanno segnato profondamente il mio sviluppo cestistico. Luigi Federico e Nino Malavenda sono i due istruttori che mi hanno dato le basi (ai bei tempi in cui si giocava allo Scientifico…qualche anno prima di Modena),Massimo Bianchi è quello che forse mi ha dato di più dal punto di vista tecnico, Sandro Zumbo mi ha dato (appena quindicenne) tanta fiducia a Santa Caterina nell’anno della promozione in serie D e per finire Gianni Viglianisi (tre anni indimenticabili a Pellaro) e Ciccio Romeo (l’anno scorso con l’Audax) mi hanno dato tantissimo spazio per potermi esprimere al meglio in serie D (a differenza di qualcun altro che in passato,forse, non mi riteneva in grado…).
Ognuno di questi mi ha aiutato a crescere e a fare quel che son riuscito a fare.


Sappiamo che ha cominciato come se non bastasse, anche ad allenare come istruttore Minibasket,come si trova?
L’ho già detto sopra: la pallacanestro non può mancare nella mia vita, e non esiste a mio avviso soddisfazione più grande che insegnare a dei ragazzetti vogliosi di apprendere ciò che meglio so fare.Insegnare la pallacanestro in questi ultimi anni è stato molto gratificante,una gioia indescrivibile. Trasmettere ai miei allievi la stessa passione che porto dentro di me per la pallacanestro è il mio obiettivo, spero di essere in grado di realizzarlo.

E’ stato un piacere,alla prossima..

 

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