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Nuovo Basket Soccorso: 20 anni di canestri, famiglia e valori. Parla Pasquale Cuzzola

Ventesimo anniversario del Nuovo Basket Soccorso è realtà. L’appuntamentosi è giocato al Campo polivalente “D. Dascola”, in via Sila, dietro la chiesa del Soccorso, dove la società ha spento le sue venti candeline insieme a tifosi, ragazzi e a chi ha scritto pagine importanti della sua storia.

Il Campo Dascola non è un luogo qualunque. Recentemente oggetto di un imponente restyling strutturale, sostenuto interamente dai giovani soccorsini, rappresenta il cuore pulsante di questa avventura sportiva e umana. È il simbolo di una comunità che non si è mai arresa, che ha creduto nel valore dello sport come strumento di crescita e di aggregazione, e che ancora oggi continua a investire nelle nuove generazioni.

 

A raccontare l’anima di questa realtà è Pasquale Cuzzola, oggi papà di un giovane cestista,presente alla festa con l’emozione di chi ha visto nascere e crescere l’NBS. “Bello ritrovarsi all’interno di questo campo 20 anni dopo. Dei ricordi? Ricordi bellissimi. L’NBS è una famiglia prima ancora che una squadra”, esordisce Cuzzola. “Di generazione in generazione i ragazzi crescono e il ricordo sono i semi che sono stati gettati in questi ormai 20 anni dagli amici che hanno iniziato prima di noi, che hanno continuato. E i semi poi germogliano e si vedono adesso i frutti”.

Tra i motivi di orgoglio, anche quello di papà: “Sono orgoglioso che mio figlio adesso giochi con la stessa canotta, insomma, alla grande, stessa canotta qui”. Alla domanda sulla partita che ricorda maggiormente, la memoria corre a una sfida dal sapore speciale: “Ricordo una partita contro la Nuova Jolly, non ricordo se era per i play-off, per arrivare in Serie C, comunque con un tifo nutritissimo. Era uno dei fiori all’occhiello dell’NBS, cioè tanto seguito ”.

“Il sogno è che attraverso lo sport si sperimentino i valori importanti della vita, che noi abbiamo vissuto e sperimentato in prima persona”. Cuzzola non ha dubbi sulla scelta fatta: “Nonostante tutti mi dicessero ‘Fai andare a correre tuo figlio, fallo giocare a tennis’, che è molto forte, io ho sempre detto: lui deve fare uno sport di squadra. Per fortuna è stato accolto nella famiglia, nella squadra. L’NBS è come una famiglia, quindi qui i ragazzi sono al sicuro”.

Ed è proprio questo il valore aggiunto: “Essere riusciti a seminare, non rimanere una meteora dello sport, ma a diventare una solida realtà che consente ai ragazzi, bambini e giovani, di crescere in un luogo sicuro dove poter diventare grandi divertendosi e imparando nello sport e nella vita”. Guardando al futuro, Cuzzola lancia una proposta: “Se ci fosse una squadra di basket per ogni parrocchia della città metropolitana, forse avremmo un movimento diverso. Sarebbe tutta un’altra cosa e non avremmo bisogno di andare alla ricerca sfasmotica di divertimento, intrattenimento, che magari ci porta anche al reclutamento di giocatori. Avremo un movimento molto più alto, decisamente”.

 

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