Viola attenta, vai in casa del Pupo Nero

Questo è un campionato molto equilibrato e difficile e quindi se non sei sempre concentrato e motivato rischi di buttare quello che hai fatto di buono. Diciamo che non bisogna mai guardarsi allo specchio ma essere sempre pronto a combattere, soprattutto quando arriveranno le sconfitte.

Affronti Reggio Calabria che gara ti aspetti?

R: La gara ovviamente sarà molto intensa e non vediamo l’ora di poterci confrontare con una delle squadre, sulla carta, più forti del campionato e con un ‘esperienza notevole rispetto alla nostra.
Abbiamo bisogno di capire il nostro livello e cosa possiamo aspettarci da questo campionato e finalmente domenica ci sarà l’occasione per farlo.

Sei reduce dall’incredibile stagione alla Prativerdi Siracusa.Resta un brutto ricordo dopo un girone di andata esaltante,dico bene?

R: Siracusa è una città meravigliosa e fino al giorno della disfatta è stata una delle esperienze più belle della mia carriera. Squadra super unita, allenatore e staff eccezionali e la società fino a quel momento non ci aveva fatto mancare nulla , salvo poi sparire anche al telefono.Nonostante non abbiamo disputato tre partite e la fase ad orologio siamo rimasti comunque terzi quindi direi che abbiamo fatto un campionato memorabile, ma soprattutto fuori dal campo ci sono i miei ricordi più belli che non si possono cancellare. Ripeto con lo staff e i giocatori c’era un rapporto meraviglioso e sono il mio unico ricordo. Quelli brutti li ho cancellati.

Svincoli, tasse gara sempre più altre e tanti problemi.Cosa ne pensi del basket del 2010?

R: Io penso che sono felice di essere a fine carriera solo perchè il basket, per come lo stanno ammazzando, non ha più quel fascino di prima. Ogni anno c’è sempre una regola nuova che colpisce società e giocatori. La regola degli under di qualche anno fa ha fatto solo guadagnare soldi ai procuratori e a ragazzi di 20 anni a discapito delle società. Poi tasse gare e svincoli con parametri assurdi inventati dal nulla , considerato pure che molto spesso la società di appartenenza non c’è più e i soldi vanno in federazione. Per non parlare delle rivoluzioni infinite dei campionati (e le otto retrocessioni in Adilet ne sono l’esempio). Diciamo pure che non è un periodo buono per il basket e se penso alla B1 e la B2 di qualche anno fa dico che siamo lontani anni luce. Anni in cui l’Italia vinceva anche l’Europeo e aveva un bel movimento, invece oggi veniamo ripescati!

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