VIS NON MOLLARE, NIENTE E’ IMPOSSIBILE

Di Giovanni Mafrici – Parla Davide Arillotta, atleta bianco-amaranto che ha dovuto lasciare il team a campionato in corso.

In caso di una ulteriore chiamata di emergenza, lui, probabilmente, sarebbe ancora disposto a viaggiare con qualsiasi tipologia di aereo per esserci.

13043533_999835756753999_5250700471070896430_nIl movimento ha perso una pedina plurivalente: Coach vincente con la Femminile ai tempi della Jolly, allenatore delle giovanili della Viola prima, aspirante preparatore fisico subito dopo e giocatore con tanta voglia di vincere che, nella passata stagione vinse la Serie D con un super campionato con i colori del Val Gallico.

Parliamo con il classe 1990 Davide Arillotta, oggi a Milano per ragioni prettamente lavorative.

Quanto ti è pesato dover abbandonare, per ragioni più che plausibili, l’avventura cestistica alla Vis Reggio?

Devo essere sincero, è stata una scelta tanto obbligatoria quanto sofferta. Sono stato felicissimo ed orgoglioso di aver fatto parte di questo fantastico gruppo. Mi piace pensare che ancora ne faccia parte anche se non fisicamente.

Doppia sconfitta, prima contro Agropoli e subito dopo in casa con Patti.A tuo avviso, i tuoi compagni hanno già terminato la propria avventura verso la Serie B?

Assolutamente no. Non abbiamo lavorato, faticato e fatto sacrifici per arrenderci. Siamo un’ottima squadra e possiamo giocarcela con chiunque. Non è assolutamente finita, mancano 4 partite, il girone è equilibratissimo e non siamo inferiori agli altri. Ho fiducia nei miei compagni

Con un volo “lampo”, sei sceso da Milano per aiutare i bianco-amaranto per la gara decisiva per ottenere la leadership regionale.

Non volevi assolutamente mancare, dico bene?

Si. Il giovedi mi ha chiamato il Dg Gigi Di Bernardo e sinceramente non ho esitato. Essendoci il referendum ho avuto difficoltà a trovare il volo, ma con delle combinazioni sono riuscito ad essere li già per l’allenamento del venerdì.

Ho giocato poco ma non potevo aspettarmi di più perché non mi allenavo da mesi. Alla fine vedere tutta quella cornice di pubblico e stare con i miei compagni a festeggiare è stato fantastico!

Cerco sempre di supportare i miei compagni pure da lontano, quello era un mio ruolo anche a Reggio. Insieme a Rosario eravamo la croce e delizia dei coach: facevamo confusione per creare gruppo . Poi in campo………..

 

Ti regalo una “bacchetta magica” per fare del bene al basket calabrese. Hai quattro desideri da poter esprimere: da dove iniziamo?

 

Primo desiderio: cambiare la cartina geografica della Calabria! (ride ndr) purtroppo un handicap troppo grande pensare che per attraversare la Calabria servano più di 3 ore. C’è poca competitività per le grandi spese e, come spesso succede soprattutto nelle giovanili, usciti dalla nostra Regione è difficile fare risultati.

Poi eliminerei quella regola scellerata dei parametri. Se un giovane è bravo gioca, se non è bravo non gioca, fine dei discorsi. Abbiamo avuto, negli ultimi 5 anni, un abbassamento del livello di gioco incredibile.

Dirò solo un altro desiderio: progetti regionali, provinciali o che so quale istituzione, in cui il minibasket diventa gratuito. Si avrebbe un numero di iscritti molto maggiore anche nelle categorie superiori, più famiglie si innamorerebbero di questo sport e il resto sarebbe tutto una conseguenza.

Ma pensandoci forse è più facile che cambi la cartina geografica della Calabria(ride ancora Ndr)

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