Fotia dalla Jolly: “Il Jamboree? Esperienza unica”

 

 

“Per quanto mi riguarda è stata una grande emozione, nel vedere il mio ‘piccolo grande ometto’ confrontarsi con tutti i 2001 più bravi d’Italia. Non sarei mai mancata ad un tale appuntamento. Per Giovanni e Federica è stata un’esperienza altrettanto bella, nella quale hanno potuto giocare e conoscere nuova gente e capire che il loro futuro è con la palla a spicchi in mano”.

 

“Il Jamboree è stato una grande festa dello sport, soprattutto per i bambini. Gli organizzatori erano tutti molto attenti ai loro bisogni, organizzando al meglio al solo scopo del loro divertimento e, cosa importante, senza la foga da competizione si è assistito sempre a tanti sorrisi. Secondo me è questo un aspetto che nello sport in generale dovrebbe vedersi più spesso”.

 

“Grazie agli sforzi di noi genitori, che abbiamo organizzato e pagato il viaggio per fare si che i nostri piccoli potessero partecipare ad una tale esperienza, tutto è andato come previsto. La sola cosa che mi ha lasciata insoddisfatta ossia, che la nostra federazione regionale non ci abbia dato una mano. Sono rimasta infatti sorpresa nell’apprendere da altri genitori lì a Rimini, tantissimi bambini sono stati agevolati (viaggio pagato interamente) dalle proprie federazioni regionali, ed ancora più sbigottita alla notizia che tanti altri piccoli non hanno potuto raggiungere la cittadina romagnola, proprio per problemi economici. La riflessione che ho fatto è stata: ‘ma se un bimbo non fa parte di una famiglia benestante, vuol dire che deve essere tagliato fuori da certe esperienze?’ A prescindere da tutto ciò, è un’esperienza che auguro a tutti di fare. Un’esperienza che ti segna dentro e che ricordi per sempre”.

 

“Il livello? Alto, senza dubbio. Ci tengo a dire che Giovanni non è stato da meno a nessuno. Magari sono di parte perché sono sua madre, ma sono al contempo molto critica in quanto sua allenatrice. Quello che mi ha più impressionato è stato vedere come i bambini ci tenessero a mostrare troppi ‘giochetti da NBA’. Magari con un po’ più di semplicità si sarebbe potuto vedere più gioco di squadra e non giocate individuali. È logico, bisogna tenere conto della loro giovane età, oltre al fatto che magari non avevano mai giocato insieme tra di loro. Il tutto è stato comunque fatto senza malizia, quindi alla fine, può anche starci in una festa dello sport come il Jamboree”.

 

 

 

Fabrizio Cantarella – Uff. Stampa Nuova Jolly Basket

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