TOTAL KAOS, RISPOSTA APERTA A FRANCESCO CALAFIORE

Il gruppo organizzato è chiaro:”per noi, quella Viola, e quella idea di sport, non esistono più”.
 
La nota
 
– RISPOSTA APERTA A FRANCESCO CALAFIORE –
“Eternamente Viola”. Così recitava lo striscione che abbiamo scelto di esporre alle esequie per il funerale del Giudice Viola. In contemporanea abbiamo scelto – non senza l’emozione che si prova quando si perde una persona considerata di famiglia – di dedicargli un pensiero sulla pagina ufficiale del nostro gruppo, che recita così:
“Con la morte del giudice Viola, muore quell’idea di sport a cui ci siamo affezionati e che ha dato lustro a Reggio a livello nazionale. Il suo esempio di legalità e attaccamento al territorio rimarrà in eterno.
C’è solo un Presidente e c’è solo una Viola!!”
Dunque, per noi, quella Viola, e quella idea di sport, non esistono più.
Non avremmo voluto tornare sull’argomento del nostro allontanamento dal Palasport, nostra casa naturale. Ma l’intervento/appello autorevole di Francesco Calafiore, ci costringe a chiarire ancora una volta, e una volta per tutte, la nostra posizione. Non foss’altro che per il rispetto che nutriamo per Franco, che ci ha visti nascere nel lontano 1990 e crescere negli anni successivi. E infatti non è un caso che nel suo messaggio social si parli di Miglior pubblico d’Italia!
Ma soprattutto, lo dobbiamo a noi stessi, che abbiamo fatto una scelta di coerenza e di lealtà ai nostri principi e ai nostri valori.
Principi e valori, negli ultimi anni, calpestati. Come calpestata è stata quella idea di sport che ha il volto del giudice Viola. Una idea infangata e denigrata da chi, spinto da scelte che con lo sport hanno poco a che spartire, ha ritenuto giusto cavalcare l’entusiasmo e la passione di tanti per distruggere un mito.
Nessuno è stato capace di incantarci negli anni in cui abbiamo condotto una lotta societaria contro quelli che sono e resteranno, per noi, i traditori di quella idea e più in generale della Viola. Non c’è riuscito il millantatore Coppolino, tornato a Reggio dopo l’assurda cessione del titolo sportivo a Barcellona PG, nè quel Minniti che con la sua MoodProject si è rivelato figlio della stessa progenie che l’ha preceduto.
Ma questo, si dirà, fa parte del passato. Ma noi continuiamo a pensare che senza passato non esiste futuro.
E allora veniamo ai giorni di quella che per noi doveva rappresentare la rinascita del Mito, con i continui contatti con le istituzioni, la manifestazione di piazza con tanto di striscione, le ripetute riunioni per cercare di trovare una soluzione…
L’ultimo tassello di questa tragicomica vicenda è stato però l’incontro farsa avuto con il sindaco nell’estate di qualche anno fa, quando, addirittura era fiorito il giardino delle Viole:
(quell’anno ci fu un “derby”, in cui una delle “Viole”, indossò la divisa di quella che era l’ultima Viola militante in serie A2, quello col simbolo del Pescespada, nel silenzio più generale, anche degli avversari…). Non si capiva più chi e quale fosse la barca sulla quale remare tutti nella stessa direzione.
Per questo chiedemmo al Sindaco Giuseppe Falcomatà di dire una parola che fosse chiara e che desse una direzione ai tifosi e alla città.
Ma quell’incontro si tramutò ben presto – come detto – in una farsa. Perché da promotori dell’incontro ci hanno trasformati, a leggere le cronache del tempo, in invitati allo stesso. Ma a quel punto non era importante, perché comunque eravamo riusciti a mettere attorno al tavolo chi volevamo che ci fosse in quel tavolo!
In quell’incontro si discuteva su quale realtà dovesse e potesse incarnare lo spirito Viola e si era valutata con i partecipanti del Supporters Trust Violarc, presenti alla riunione, di provare a convogliare le energie sulla Cestistica V i o l a Reggio Calabria, che aveva al suo interno personalità appartenenti alla storia del mito e tutte animate con le migliori intenzioni.
Volevamo essere tutti insieme a sostenere un’idea così come richiesta a gran voce all’indomani della penalizzazione ed ancora quando era stato ceduto il titolo sportivo altrove.
Quello che è successo dopo, è stato come un fulmine a ciel sereno.
In spregio al dialogo tra le parti, e alla lealtà nei nostri confronti è uscita fuori, la Pallacanestro Supporters Trust Viola. PallacanestroViola.
Una realtà nata senza la benché minima condivisione. Una realtà, che a questo punto è legittimo credere che era bella e pronta in occasione dell’incontro avuto con il sindaco e della quale eravamo all’oscuro. Basta ricordare che nonostante gli appelli alla condivisione e alla collaborazione fatti davanti al primo cittadino, ci era stato detto che c’era una persona pronta ad impegnarsi ma – incredibilmente – non ci potevano dire di chi si trattava! Una follia!
Noi, come nostra tradizione, volevamo partecipare ponendoci a protezione di una fede che non meritava di morire in quel modo.
Ma l’assenza di lealtà, dialogo e condivisione ha fatto decidere tutti noi di non appoggiare un progetto nel quale non ci riconosciamo, in quanto la genesi dello stesso ha tradito quella che era la base dalla quale ripartire.
Ecco perché non siamo e non saremo della partita: sono state tradite le basi minime che erano state richieste all’indomani della cessione del titolo sportivo in Sicilia: Condivisione, Partenza dal basso, Lealtà e discontinuità col passato (data la presenza all’interno della dirigenza di soggetti già presenti nelle recenti gestioni). Si è imboccata una strada diversa.
E la nascita della Viola Supporters Trust, (perché ricondiamoci che questa era la denominazione iniziale), l’abbiamo vissuta più come una iniziativa per così dire privata, che della città.
Aver abbinato il nome Viola, ad una iniziativa non condivisa, ma creata quasi d’imperio non ci ha lasciato scelta, fatta da chi inoltre, per scopo, avrebbe dovuto sostenere una società (è questa la logica di ogni Supporters Trust), ma ha finito per diventare, essa stessa società!
Ecco perché, caro Francesco Calafiore, in tempi non sospetti ci siamo tuffati nell’avventura, per noi più sana e pulita, del basket popolare. Spinti dalla necessità di un ritorno alle origini e ai valori veri dello sport. Quello sport e quella idea di sport che ci ha tenuto insieme, come gruppo, e ci ha fatto compiere trenta primavere, proprio nell’anno di questa maledetta pandemia. Quello sport e quella idea di sport, che ahinoi è morta con il giudice Viola.
Always Total Kaos
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